Teresa Paratore

Mi piace pensare al mio lavoro come a quello del sarto.

Un cosa “tagliata” sulle esigenze, sui gusti e sul modo di vivere di chi vi abita, fa sentire a proprio agio chi la “indossa”. E, come per un abito di sartoria, la ricerca della qualità rende la cosa durevole nel tempo.

L’attenzione dedicata all’ottimizzazione dello spazio, alla fluidità dei percorsi, alla ricerca di soluzioni, allo studio della luce, alla scelta dei colori e dei materiali, fa sì che ogni attività che verrà svolta in casa trovi la sua giusta collocazione e risulti comoda e piacevole.

La decisione di subordinare ogni scelta alla coerenza del tutto concorre a creare un’abitazione che trasmetterà una sensazione di armonia e di benessere.

Il mio lavoro, che intendo e sento come una missione, è quello di creare abitazioni che garantiscano a chi le abita, in relazione alle varie situazioni, la massima qualità di vita possibile.

Una casa è molto più che un semplice “tetto sulla testa”.
I luoghi in cui viviamo dovrebbero essere godibili, fornire protezione, sollievo, pace, ispirazione e calore a tutte le persone che vi entrano, e naturalmente a tutte quelle che ci vivono.

Tutti i grandi maestri dell’architettura, in particolare quelli più vicini a noi in ordine temporale, hanno progettato lo spazio per l’uomo, studiando a fondo le sue esigenze, i suoi “momenti” pubblici e privati, la sua voglia di bellezza, di funzionalità, senza prescindere dalla profonda correlazione tra l’architettura degli edifici e quella degli interni.
L’architettura di interni lavora quindi a fianco di quella degli edifici, ne interpreta i caratteri salienti, ne valorizza i pregi e tenta di correggerne i difetti. Si mette a servizio dell’uomo per soddisfare le sue esigenze di lavoro, di svago, di vita. E, ancora di più, lo studia nel particolare, nelle sue abitudini, lo asseconda nelle sue manie e lo difende dalle sue paure; è, in pratica, l’espressione tutt’altro che empirica ma scientifica e accurata del modo di vivere dell’uomo.

L’architettura di interni è dunque una disciplina ben precisa che ha lo scopo di definire gli spazi tenendo conto di parametri oggettivi e soggettivi.

Parametri oggettivi sono i percorsi, le visuali, le normative tecniche, l’ambiente circostante, le aperture e i vincoli di facciata o architettonici in genere; quelli soggettivi sono invece strettamente correlati alla committenza e alla destinazione d’uso dei locali, come esigenze familiari, operative, particolari necessità, e tutte le diverse abitudini di vita o di lavoro di chi occuperà gli spazi oggetto di studio.

Su questi parametri l’architettura di interni potrà operare degnamente nella suddivisione spaziale, in funzione delle esigenze del singolo individuo, arrivando a creare un insieme armonioso, percorsi fluidi, esaltazione delle visuali positive, annullamento di quelle negative, sino a raggiungere la giusta armonia tra forma e funzione che dovrebbe essere il traguardo di ogni progettista.

Nell’ultimo quarto di secolo la progettazione degli edifici ad uso abitativo ha conosciuto innumerevoli innovazioni.

Si è assistito al fenomeno della riconversione dei loft, che ha portato nuove modalità nella definizione e nell’uso degli spazi, si è imposta una più diffusa accettazione della modernità negli arredi e nella decorazione, e si è notevolmente ampliata la gamma di materiali disponibili, finiture e accessori, con una vasta possibilità di alternative impensabili fino a poco tempo fa.

I progressi tecnologici hanno ridefinito il significato di casa, rendendo possibili nuove modalità non solo di abitare, ma anche di lavorare. Un tempo la tecnologia era considerata un intruso nello scenario domestico. Oggi la casa è completamente cablata, con computer in rete, accessori interattivi e servizi programmabili, come l’impianto di luci o audio: la tendenza è quella di trasformarla in un luogo ‘intelligente’.

Tale sviluppo ha determinato un radicale cambiamento nelle aspettative: oggi la maggior parte delle persone desidera una casa versatile; le abitazioni spesso non devono essere semplici rifugi ma, in molti casi, fungere anche da luoghi di lavoro; e a volte devono essere in grado di soddisfare in modo flessibile le esigenze delle nuove famiglie ‘allargate’.
Queste istanze stanno determinando un’evoluzione nell’impostazione della casa rispetto al passato, quando ogni stanza aveva una destinazione specifica. Ora gli spazi tendono a essere più aperti, versatili, e possono essere utilizzati in vari modi a seconda delle esigenze del momento.

La distinzione sempre più sottile tra spazi pubblici e privati genera un altro fenomeno: la tendenza ad aumentare la ‘professionalità’ della casa, che ha preso le mosse dalla cucina, spesso dotata di piani cottura high tech, accessori professionali di ogni tipo, frigoriferi enormi e distese di acciaio inossidabile.

Un fenomeno analogo si può osservare per le stanze da bagno, che uniscono il lusso degli hotel ad attrezzature per l’esercizio fisico e per il relax tipiche di palestre e centri benessere.

‘Il senso della casa si sviluppa partendo dalle nostre prime esperienze, e ci accompagna per tutto il resto della vita, influenzando l’autostima e offrendoci la base sulla quale impostiamo le relazioni con il resto del mondo.’

Oliver James, psicoterapeuta


Nonostante tutto, certe cose rimangono immutate. La casa, per molti, è il luogo cui fare ritorno. Non è tanto una meta in sé, ma il punto di partenza per nuove destinazioni. La casa custodisce i ricordi, oltre alle persone e alle cose; ha un preciso e personale significato per ognuno di noi.
È il punto di riferimento del nostro universo emozionale.
Oltre a costituire un punto fermo, lo spazio domestico offre lo scenario ideale per l’espressione personale, ed è uno dei pochi ambiti in cui è possibile concretizzare i propri desideri più profondi.

Nella casa si stratificano le nostre esigenze insoddisfatte, i nostri sogni irrealizzati e le nostre nostalgie. E per quanto non siano altro che un insieme di mattoni, malta, gesso, legno e pittura, le case racchiudono i sogni della nostra vita.

Ognuno ha una propria casa dei sogni. Ma il fatto di sognarla non significa che i desideri non si possano concretizzare.
Un ruolo importante in questo senso è giocato dalle scelte di progetto, arredo e decorazione degli interni. Lungi dall’essere superficiali o esteriori, queste scelte, se effettuate con criterio,  concorrono a infonderci un senso di benessere. Non c’è niente di frivolo nella qualità della Iuce, ad esempio, o nelle scelte di progetto e di arredo; anzi, sono proprio questi gli elementi che rendono più personale una casa e la fanno assomigliare a quella dei sogni.

Poiché esistono tanti modi diversi di vivere, ne consegue che tanti sono anche i modi diversi di abitare.

C’è chi viaggia spesso, chi è legato alla propria casa, chi ama ricevere ospiti.
In ogni caso, ciascuno di noi cerca, entrando in casa, un senso di pace e sicurezza, un luogo tagliato sulle proprie esigenze e i propri gusti.
Esigenze che oltre a variare da persona a persona, cambiano anche a seconda del luogo di residenza, come si può facilmente dedurre se si pensa che la stessa famiglia vive in un certo modo nell’appartamento di città e in un altro nella casa di campagna durante il week end.

Si può affermare che ogni caso è a se stante, e che le soluzioni ai propri particolari problemi possono essere trovate esaminando i casi generali e adattandoli alle singole esigenze.


UN SINGLE

Il vostro appartamento non è che un luogo di passaggio, una sorta di dormitorio, in quanto il vostro lavoro vi tiene spesso fuori casa.
Di conseguenza, non avete bisogno di una casa grande, bensì di una specie di rifugio, molto ordinato, dove sia possibile riporre tutto nel minore tempo possibile.
La cucina, anche se piccola, sarà organizzata con il massimo della razionalità e la stanza da bagno sarà caratterizzata da materiali collaudati, così saranno evitati i fastidi per la manutenzione.
Tutti i vostri sforzi punteranno alla qualità del sonno che è la ragion d’essere del vostro appartamento.


UNO STUDENTE

Soggiornate a lungo in casa per studiare e avete bisogno di sistemare il vostro angolo di lavoro in modo da avere a portata di mano la maggior parte dei testi che consultate di frequente. Attribuirete particolare importanza all’illuminazione del piano di lavoro puntando a una discreta luminosità ambientale per evitare qualsiasi contrasto brutale con il resto del locale, un errore che è causa effettiva di affaticamento visivo.
La cucina potrebbe essere confinata in un angolo cottura, ma la stanza da bagno, molto curata, comprenderà, se possibile, anche una pratica doccia con l’acqua sempre alla giusta temperatura.
Niente di meglio di un bel piumone con sacco lenzuolo per risparmiarsi la fatica di rifare il letto ogni mattina e per dormire comodi sonni.
E per accogliere tanti amici tutti in una volta basterà qualche grosso cuscino da disporre a seconda delle esigenze.

UNA FAMIGLIA


La classica famiglia, con uno o più figli, deve fare i conti con esigenze diverse e più complesse.
Ciascuno dei componenti ha i propri gusti e le proprie necessità cui deve poter dare libero sfogo nel proprio ambiente esclusivo.
D’altro canto, i locali comuni, quelli dove ci si ritrova tutti insieme, dovranno essere sistemati in modo da destinare determinati spazi a precise occupazioni: i pasti, il riposo, la conversazione, la lettura…
Se tale spazio non è abbastanza grande, occorrerà sovrapporre funzioni diverse che non si svolgono nello stesso momento. Ad esempio, l’angolo destinato al riposo, alla conversazione e alla lettura, potrebbe diventare, in un altro momento, l’angolo tv o, con l’aiuto di un divano letto, la camera per l’ospite.
E’ bene che le camere siano lontane dal soggiorno, e che ci siano, ancorchè piccoli, almeno due bagni.


RICEVETE SPESSO

In questo caso, particolare cura deve essere riservata all’arredamento dell’ingresso, luogo in cui si comincia a ricevere e dove si congedano gli ospiti.
L’ingresso potrebbe essere incorporato nel soggiorno o nel salone in cui si riceve, in modo da poter ingrandire gli spazi.
L’ambiente dove si riceve deve poter essere modificato secondo il numero dei posti a sedere, e anche la luce vi giocherà un ruolo molto importante: se si riceve in maniera molto informale, ad esempio, l’ambiente sarà più caldo e intimo con sorgenti luminose puntiformi.

 

ABITATE IN CAMPAGNA

Se abitate in campagna, magari in un’antica fattoria, dovete tener conto delle specifiche esigenze della vita rurale, più rustica e spesso più influenzata dalle condizioni atmosferiche rispetto alla vita di città.
La casa è più difficile da riscaldare poiché le porte restano spesso aperte e danno direttamente sull’esterno; quindi le principali migliorie da apportare a questo genere di abitazioni, belle ma spesso prive di comodità, sono la creazione di una stanza da bagno ove non esista già, l’installazione dell’impianto di riscaldamento, e l’isolamento termico.
Per arredare una casa di questo tipo è meglio cercare mobili di provenienza locale, di fattura tradizionale e combinarli con elementi contemporanei di un’estetica sobria.


LAVORATE IN CASA

A seconda dell’attività che svolgete, il locale destinato al lavoro avrà determinate dimensioni e una precisa sistemazione. La funzione sarà l’elemento che determinerà le scelte principali in fatto di colori, materiali, disposizione, senza dimenticare la luce naturale e artificiale che sarà subordinata a tali elementi. È nel locale in cui si lavora che un’impostazione ordinata è maggiormente redditizia, non solo ai fini del rendimento effettivo sul lavoro, ma anche per risparmiare fatica, e perché l’ordine favorisce la quiete mentale necessaria a uno sforzo o a una concentrazione prolungati.

 

Questi pochi esempi non sono certo esaurienti, ma vogliono dimostrare che esiste un’infinità di soluzioni. Occorre trovare quelle che si addicono maggiormente al vostro modo di vivere.

 

Il colore è un valido strumento che, applicato bene negli ambienti della vita di tutti i giorni, può migliorare la nostra esistenza.
Ma il suo uso deve essere coscienzioso e non dipendere solo dalla fantasia o dalla moda del momento: numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato l’influenza dei colori sulla psiche e sul comportamento dell’individuo.

Tale influenza non è certo uniforme: dipende da ciascuna personalità, da determinate associazioni di idee, da ricordi più o meno consapevoli.

Comunque, generalmente alcuni colori danno un senso di calore, perché evocano il sole; altri invece vengono associati a un senso di frescura. L’architettura degli interni sfrutta ad esempio questa sensazione di caldo e di freddo per compensare l’orientamento dei locali utilizzando tonalità calde negli ambienti esposti a nord e tonalità fredde negli ambienti esposti al sole.
A loro volta i colori vengono influenzati dalle caratteristiche dell’ambiente e dal contrasto con le tonalità vicine che li fanno percepire come più caldi o più freddi.

Ai caldi appartengono il giallo, il rosso e l’arancione, oltre a tutte le gamme intermedie di rosa, aranciati ecc. Sono colori attivi, positivi, vicini. Sono detti colori salienti perché sembrano uscire dalla superficie, e sono associati all’azione, alla sonorità e al moto continuo.

I colori freddi (azzurro, blu, indaco e viola) sono calmi, passivi, spingono alla meditazione. Poiché sembrano sprofondare nella superficie sono detti rientranti.

I colori influiscono anche sulla percezione della durata del tempo: il rosso “allunga” il tempo, l’azzurro lo “diminuisce”. Così anche le dimensioni sembrano variare: il rosso “ingrossa” gli oggetti, l’azzurro li “rimpicciolisce”.

Presi singolarmente, i colori comunicano sensazioni molto diverse.

Il VERDE che dovrebbe essere un colore né caldo né freddo, si avvicina di più alla seconda categoria, forse perché richiama alla mente l’acqua, la sensazione dell’umidità.
Una quantità eccessiva di verde nell’arredamento può rendere l’ambiente troppo stagnante, perché è un colore che possiede un’energia molto densa, pesante.
Il verde oliva incupisce l’ambiente, va quindi usato con molta moderazione.
Il nero non deve mai essere accostato al verde perchè ne risulta un’atmosfera di tensione.
Il verde non stanca, la sua influenza è media, ma non dovrebbe essere impiegato nelle stanze dove si sosta a lungo dopo aver mangiato, perché con la sua azione statica tende a bloccare la digestione.

Il ROSSO è molto eccitante e, se impiegato su larghe superfici, è meglio limitarlo alle sue sfumature più chiare: rosa corallo, salmone, pesca. Dà la sensazione di stabilità perché si stende uniformemente sulla superficie, e attenuato dà origine a moltissime modulazioni perché è molto duttile. il Porpora deve essere usato quando è necessario suscitare un senso di fermezza ma non di irritazione.

L’ARANCIONE è meno eccitante del rosso, meno violento, ma su grandi superfici è sempre meglio usarlo nelle sue tonalità più chiare.

Il GIALLO è stimolante ma non eccitante, e per questo colore vale la stessa regola: meglio chiaro sulle grandi superfici. Il centro sembra più carico mentre nei contorni appare più chiaro, perché è irradiante.

L’AZZURRO rilassa, ma in tonalità scure è deprimente, va quindi accostato ad altri colori che lo scaldino.
Il turchese funge da sedativo per i soggetti mentalmente iperattivi.

Il VIOLA, se luminoso, facilita la meditazione e l’ispirazione; può essere quindi impiegato in studi di artisti o filosofi, luoghi di culto, ma non su grandissime superfici. Leonardo da Vinci affermò: “Il potere di meditazione può essere sino a dieci volte maggiore sotto l’azione di luce violetta attraverso i vetri colorati di una chiesa silenziosa” (Amber 1983).
Il violetto è anche utile per moderare l’irritabilità.

Il BIANCO è austero, monotono e freddo; enfatizza i volumi e le forme, mettendo in risalto gli errori e le banalità costruttive; può essere usato su grandi superfici solo se accostato ad altri colori e forme. Bisogna tener presente che la tinteggiatura bianca, molto utilizzata, si trasforma visivamente in toni di grigio se non è illuminata correttamente.

Il NERO su grandi superfici è deprimente, ma in piccole quantità rafforza i colori vicini e conferisce eleganza.

Il GRIGIO è un colore che indica prudenza; da solo è freddo, neutro e monotono. Ma è superbo se accostato ad un altro colore, perchè lo enfatizza e lo rende elegante.
I BEIGE vanno mantenuti “puliti”, perché tendono a sporcarsi facilmente trasformandosi in spiacevoli grigi terrei.

Il MARRONE rappresenta solidità e sicurezza, concretezza e costanza; ma se troppo scuro, o non accostato ad altri colori, è pesante, ed è quindi da usare con moderazione.

I colori possono essere utilizzati anche per creare effetti ottici correttivi:
ad esempio, quando la stanza è troppo lunga e stretta possiamo utilizzare il “trucco” freddo/caldo - chiaro/scuro, colorando con toni freddi e molto chiari le superfici troppo vicine (i colori freddi sembrano allontanarsi) e dipingendo con toni più caldi e sostenuti le pareti da “riavvicinare”.

Il colore varia a seconda della materia alla quale è destinato: il rilievo lo rende più vivo, sul tessuto è più pastoso; la paglia, il bambù, il legno intrecciato rendono più cangianti e patinati i colori, la superficie lucida rende la tinte più vivide. Proviamo a immaginare lo stesso colore, per esempio un verde, su velluto, seta e cotone: la resa è molto diversa. Tale resa può essere sfruttata per creare degli effetti suggestivi nella decorazione degli interni.

Particolare attenzione va prestata nell’utilizzo dei colori su grandi superfici: sono percepiti come più intensi nei locali grandi, per cui nei grandi spazi è meglio usare tinte più chiare.

Dobbiamo cercare di non rovinare con luci sbagliate un ambiente che risulta armonioso per i suoi colori, le sue forme e le sue proporzioni.

Non è importante soltanto la scelta delle lampade, ma anche la collocazione delle fonti luminose in relazione ai materiali e ai colori che colpiscono, oltre che per l’effetto complessivo, anche per evitare di avere abbagliamenti o fastidiose rifrazioni.

I colori del paesaggio circostante (fattore rifrazione-riflessione) sono molto importanti per la resa cromatica degli interni. Ad esempio, se dalle finestre filtrasse la luce infuocata del deserto si avrebbe un effetto opposto rispetto alla luce (o meglio “umida” ombra) prodotta dal fogliame rigoglioso di un bosco. Inoltre il colore della luce naturale cambia a seconda degli orari: l’indaco domina all’aurora, il blu dopo il sorgere del sole, il verde nella mattinata, il giallo verso mezzogiorno, l’arancio nel pomeriggio, il rosso al tramonto , il nero-indaco verso la mezzanotte, il grigio-viola successivamente fin verso le 2, il viola intorno alle 3 del mattino.
Di notte, l’illuminazione artificiale delle strade si sovrappone a questi aspetti, con variazioni pressoché infinite.

I valori chiaroscurali variano con il variare dell’intensità luminosa: il rosso, l’arancio e il giallo diventano più scuri col diminuire dell’illuminazione, il blu, il verde e il viola appaiono invece più chiari.

Una luce articolata, con forti chiaro scuri, può essere scenografica. Ad esempio, una sorgente luminosa laterale crea effetti “drammatici” dando una percezione irreale degli oggetti illuminati: le ombre decise mettono in risalto solo la sagoma dell’oggetto, che sembra così quasi bidimensionale. In questo caso, se più oggetti si sovrappongono visivamente e si sovrappongono anche le loro ombre, non ne rendono più riconoscibili le rispettive forme.
La luce diffusa, invece, mette in risalto le forme e i colori, smorza i chiaroscuri, ammorbidisce la visione degli oggetti che vengono percepiti nella loro tridimensionalità.
Anche l’orientamento deve essere preso in considerazione:
la luce fredda delle stanze esposte a nord tende a sbiadire, quindi sono più indicate tonalità calde e luminose.
A est la luce del sole nascente indurisce, quindi vanno bene tinte delicate ma non troppo fredde.
A sud la luce intensifica le tinte, è meglio quindi evitare che siano troppo forti e calde ed è opportuno schermare con tendaggi.
A ovest il rosso del tramonto riscalda i colori, quindi le tinte fredde possono aiutare a stemperare l’eccessiva intensità.

Il cliente verrà accompagnato in tutte le fasi che intercorrono dall’acquisto dell’appartamento da ristrutturare al momento in cui l’abitazione, ristrutturata e completamente arredata, compresi gli accessori, sarà pronta da vivere.

Ma potrà anche scegliere di essere seguito solo in alcune fasi, e in ogni momento potrà decidere di continuare da solo.

Si comincia con un incontro conoscitivo e orientativo, mai vincolante.

Si prosegue con un sopralluogo dell’appartamento da ristrutturare e una accurata intervista a tutta la famiglia perché io conosca le esigenze e i gusti di tutti i suoi componenti.

Inizia quindi la fase tecnica, ossia il rilievo dello stato di fatto, che sarà confrontato con la planimetria catastale.

Sulla base del rilievo studierò due o più ipotesi di distribuzione dello spazio (progetto di massima); il progetto di massima nascerà già con l’arredamento, tenendo conto anche dei pezzi di arredo che si intendono conservare.

I progetti verranno quindi esaminati col cliente ed eventualmente modificati;
se sarà opportuno al fine di ottimizzare gli spazi, con l’accordo del cliente, disegnerò armadiature su misura; un ottimo risultato si ottiene nel coordinare le armadiature con porte e librerie creando un arredamento che, oltre a risultare personalizzato, consente il massimo sfruttamento dello spazio.

Sulla base della soluzione progettuale scelta, verrà compilato il computo metrico estimativo; tale computo sarà sottoposto a più imprese specializzate in lavori di ristrutturazione che godano della fiducia del cliente, perché possano redigere un preventivo di spesa.

Scelta l’impresa e firmato il contratto, si procederà con la preparazione della documentazione e la presentazione della DIA (Dichiarazione di Inizio Attività).

Nell’attesa delle autorizzazioni,sarà mia cura preparare i progetti esecutivi da consegnare alle maestranze che si occuperanno della ristrutturazione.
Nel contempo, insieme al cliente, si definiranno stile, colori e materiali e si procederà con gli acquisti; ogni scelta verrà fatta tenendo conto del tutto, in modo da creare un’abitazione che parli un unico linguaggio, gradito al cliente.

A progetto ormai definito, ed in possesso delle autorizzazioni, si darà inizio alla ristrutturazione, della quale potrò curare la direzione lavori.

Finiti i lavori, si richiederà la variazione catastale.

Quindi si passerà all’arredamento, che sarà già stato definito a monte sia per quanto riguarda la collocazione dei mobili esistenti, sia per la scelta e l’acquisto dei nuovi, compresi apparecchi illuminanti e accessori.

Sarà mia cura ricercare, per tutti gli acquisti, la qualità al miglior prezzo.

Il mio studio si trova a Roma, Clivo di Cinna 196, nel quartiere della Balduina, nei pressi dell’hotel Hilton.




CONTATTI

Via della Balduina, 19 • 00136 Roma
+39 338.6350887
teresa_paratore@yahoo.it


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